textile anthropology è un progetto di studio, ricerca e osservazione della tradizione tessile, che intende il tessuto come materia del vestire, del coprirsi o dell'esibire il corpo a seconda delle occasioni e delle necessità: funzionali, di protezione, di attrazione, come strumento di espressione della propria auto-definizione.

I tessuti hanno fatto la loro comparsa nel neolitico e hanno segnato nei materiali usati, negli intrecci, nei colori, nelle attrezzature utilizzate per costruirli, l'evoluzione culturale e tecnica della civiltà umana. Coprirsi è una primitiva forma di consapevolezza propria dell'essere umano, e sottende il realizzare un pensiero astratto che sa stabilire la differenza tra nudità e copertura del corpo e/o dell'ambiente circostante.

La funzione base di questa scelta risponde a esigenze di tipo utilitaristico, coprirsi protegge il corpo dai pericoli dell'ambiente: agenti atmosferici, insetti, sostanze tossiche, armi e altri rischi alla sicurezza personale. L’evoluzione di questa prospettiva va nella direzione della definizione dell'aspetto esteriore, di un significato culturale, sociale e simbolico.

Il tessuto (e l'abito) come strumento per comunicare uno status sociale, l'appartenenza ad una determinata etnia, clan, comunità civile o religiosa, database di informazioni immediatamente percepibili e automaticamente dichiarate (pattern, abbinamento colori, uso di materiali, distintivi, riferimenti) che dalla notte dei tempi delle più antiche tradizioni, si declinano oggi nell'identificazione di un marchio o nella adesione ad un determinato trend.

La funzione del tessuto ed il suo uso ottimale in determinati ambienti naturali, latitudini geografiche e clima, condizione culturale, ambiente spirituale, posizione sociale e di lavoro.

La sua immediata relazione tra forma e funzione.

La reiterazione di determinati schemi estetici e tessili, generati da possibilità produttive, tecnologiche e di ambiente, la ripetizione nel corso del tempo di un particolare modello di forma e funzione, con uno specifico impatto visivo ed estetico, creano una tradizione ed un classico.

Le materie prime impiegate, le tecniche di realizzazione, gli aspetti estetici e quelli simbolici, i fattori economici e le gerarchie sociali, l'evoluzione del costume, da un punto di vista socio-economico in quanto prodotto dell'industria tessile, legato allo sviluppo tecnologico, della moda e del consumo.

textile anthropology studia le origini di tutto questo, i motivi che hanno spinto un colore, un disegno, una texture a prendere una specifica forma, e associa l'esperienza del viaggio allo studio antropologico del soggetto estetico e la rappresentazione visiva come veicolo immediato di ricerca e raccolta di informazioni.

Allo stesso tempo, textile anthropology è un laboratorio artistico, che mappa il territorio (planetario) con le proprie stampe, collezionando soggetti biologici e vegetali da imprimere sui propri tessuti e manufatti artistici.
Organizza viaggi a tema e workshop legati al soggetto di studio trattato, proponendo prodotti che offrono una versione contemporanea e moderna, applicabile ai canoni estetici occidentali, delle antiche tradizioni di diverse parti del mondo.

Dammi l’acqua
dammi la mano
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo.

Chandra Livia Candiani